martedì 6 luglio 2010

Premiata Segheria Tarlo Asiatico: da 10 anni al vostro servizio

Come tutte le estati da qualche anno a questa parte, in questi giorni sono cominciati a comparire in metropolitana i manifesti della campagna contro il tarlo asiatico, colgo l'occasione per raccontarvi qualcosa sull'ennesimo intruso di cui potevamo fare volentieri a meno.

L'Anoplophora chinensis malasiaca, per gli amici tarlo asiatico, è un coleottero originario dell'estremo oriente: lungo tra i 20 e i 40mm, di color nero lucido con chiazza bianche, antenne vistose e segmentate (più lunghe nei maschi che nelle femmine) ha una finissima peluria bluastra sulle zampe e sul ventre. Nonostante la mole è dotato di buona capacità di volo.

Il tarlo asiatico è una reale minaccia per la maggior parte della flora del nord Italia composta in gran parte da piante latifoglie di cui va particolarmente ghiotto. Le uova sono despote tra settembre e ottobre nelle radici, le larve che ne fuoriescono attaccano l'interno del tronco. Una volta raggiunta la maturità (in primavera) si scavano un'uscita fino alla corteccia (aprendosi un varco di quasi 2cm di diametro!) e da adulti si nutrono di foglie e cortecce sulla chioma dell'albero per tutta l'estate. Le gallerie scavate costituiscono un doppio pericolo per l'albero infetto: da una parte ne minano la stabilità e la resistenza ad eventi atmosferici (col rischio si schianti improvvisi), dall'altro permettono ad altri parassiti di infiltrarsi all'interno dell'albero. Nei casi più gravi le gallerie possono interrompere il flusso linfatico portando l'albero alla morte. Data la sua mostruosa voracità potrebbe rivelarsi una piaga terribile per il già martoriato verde milanese.

La prima segnalazione in Italia della bestiaccia è avvenuta nel 2000 nel comune di Parabiago (MI). Nel giro di qualche anno si è diffuso a macchia d'olio anche nelle provincie di Brescia e Varese per poi estendersi a tutto il nord Italia e arrivare nel 2008 fino a Roma. Si suppone che la diffusione avvenga per trasporto di piante infette e che l'introduzione sul nostro territorio nazionale sia dovuto principalmente all'importazione di bonsai, inoltre diverse larve sono state trovate all'interno di materiali d'imballaggio provenienti dalla Cina.Nel 2004 la regione Lombardia ha dichiarato lo stato di quarantena e ordinato l'abbattimento di tutte le piante infette. Successivamente nel 2007 un decreto del ministero delle politiche agricole ha sancito l'obbligo di lotta al coleottero in questione. Si tratta di abbattere non solo l'albero infetto ma anche tutte le piante potenzialmente attaccabili nel raggio di 20 metri. Si vieta inoltre di piantare altro nelle zone attaccate e ovviamente è fatto divieto di trasportare al di fuori dell'area qualsiasi pianta sensibile all'infezione. Infine tutti i cittadini hanno l'obbligo di segnalare la presenza del tarlo asiatico ai comuni di residenza.
L'anno scorso (2009) la regione Lombardia ha aggiornato il decreto inserendo ulteriori mezzi per combattere l'infezione, quali campagne di disinfestazione a base di insetticidi ecc..(qui trovate l'aggiornamento).
Al momento è presto per poter tirare le somme di questa campagna, quello che si può notare è che la minaccia stavolta non è stata sottovalutata e che si è cercato di fare qualcosa anche se forse con troppo ritardo.
Nel nostro piccolo quel che possiamo fare se dovessimo avvistarne uno è segnalarlo al nr° verde 800-318-318..cosa potrebbe succedere non è chiaro, personalmente immagino nuclei di corpi speciali calati da un elicottero che, armati di lanciafiamme, all'urlo di "escono dalle fottute cortecce!!" mi brasano via mezzo parco Ticinello..

Per concludere segnalo l'ibarazzante video di prevenzione trasmesso in metropolitana, capolavoro di comicità involontaria:


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