martedì 17 agosto 2010

(dis)Appunti fotografici

Alle volte è necessario fare il punto della situazione: fermarsi un attimo, capire dove si è arrivati, guardarsi intorno e pensare a quale sia la direzione migliore da intrapredere.
Il soggetto di queste elucubrazioni è la fotografia o meglio il mio personale percorso fotografico. Son passati più di quindici anni da quando mi sono avvicinato a questo mondo: ho passato qualche anno a studiare la tecnica e ad osservere i lavori dei grandi; ho anche lavoricchiato come fotografo per matrimoni e amentià simili, poi vuoi i costi dell'analogico vuoi la mancanza di stimoli ho lasciato il tutto fino a qualche anno fa. Recentemente invece, con la possibilità di condividere il mio interesse con la mia compagna (luv!) e con l'avvento del digitale ho riscoperto la passione per l'immagine.
Ultimamente sto sperimentando parecchio: quasi ogni settimana studio un nuovo tipo di ritocco, leggo tutorial e cerco di farli miei adattandoli e modificandoli secondo il mio gusto. Miscelo tecniche diverse, dall'HDR alla lomografia passando per il fake tilt-shift e per false infrared.
Mi piace pensare che la fotografia sia sperimentazione e ricerca. Ma quale immagine e secondo quali criteri è migliore di una'altra? Vorrei tentare di rispondere a questo interrogativo più che altro per chiarirmi le idee, per sapere cosa andare a cercare mentre lavoro su uno scatto.
Flickr, il famoso social network di fotografia, ci ha dato la possibilità di confrontarci con milioni di fotografi nel mondo, ma non solo, attraverso il sistema dei commenti, anche di capire cosa piace a chi fotografa e cosa va per la maggiore. Sembrerebbe che le foto più quotate dalla "massa" (perdonate il termine) siano quasi esclusivamente:
-gattini\cagnolini\animaletti puffosi
-donne in abiti succinti
-tramonti
-macro di fiorellini (con e senza insetto)
-lomografie di soggetti misti (meglio se quelli sopra riportati)
Tutti questi scatti sono solitamente di bassa qualità e mancano delle più elementari regole estetiche (regola dei terzi, soggetti in ombra, rumore a palla, e chi più ne ha più ne metta).
Esiste poi un altro genere di fotografie che ottiene grandi riscontri positivi anche fuori dalla rete, su riviste del settore: il reportage in bianco e nero della povera gente. Scatto esempio che tutti abbiamo visto è un qualunque ritratto di un bambino indigente del terzo mondo con mosche al seguito scattato rigorosamente in monocromia con apparecchiature superprofessionali. Altri grandi classici sono il contadino sdentato o la vecchierrella storpia. Davvero non riesco a capire il senso, al giorno d'oggi, di premiare come opera d'arte questo genere di scatti che chiunque, con un pò di cattivo gusto e con un conto in banca sufficiente da permettersi un volo intercontinentale e una macchina di ultima generazione sarebbe in grado di realizzare. Cosa mi dimostra una fotografia simile? La sensibilità del fotografo? Semmai il contrario! Come si può scegliere un soggetto proprio in virtù della sua sfiga? E peggio ancora come si fa ad avere la faccia tosta di andare a chiedergli di scattargli una foto? Immagino il dialogo: "Ehi ma lo sai che sembri proprio la reclame della tristezza? posso farti uno scatto per vincere il concorso Fotografo Spudorato 2010? potresti aprire di più la bocca quando sorridi in modo da far vedere bene lo stato pietoso dei 3 denti che ti restano? ti dispiacerebbe attirare qualche mosca in più? sai in bianco e nero vengono che è una meraviglia". Basta dare uno sguardo alle foto vincitrici di diversi concorsi per capire quanto tirano ancora questi scatti.
Sono certo che questo non è il genere di fotografia che mi interessa.
Riflettendo invece sugli scatti che ultimamente mi colpiscono di più sto giungendo alla conclusione che ciò che mi piacerebbe riprodurre non è un soggetto o una situazione in quanto tale, ma l'atmosfera del momento dello scatto. E' l'atmosfera a diventare il soggetto, e il fine ultimo dell'immagine dovrebbe essere quello di far percepire all'osservatore almeno una parte delle sensazioni che quel dato luogo o situazione generavano al momento dello scatto. La tranquillità di una notturna di un borgo medievale, l'incombenza di un cielo carico di nubi e l'attesa di un temporale, ma anche il relax o il divertimento all'interno di un pub o la frenesia di una strada trafficata e via dicendo.
La ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche e ritocchi hanno come obiettivo l'enfatizzare il più possibile questo passaggio tra fotografo e spettatore.
Inestricabilmente legato a questo è l'argomento della qualità dell'imagine: a mio avviso una foto dovrebbe essere curata nei minimi particolari, il bilanciamento di luci e ombre e dei soggetti all'interno dell'inquadratura, la ricchezza e vividezza dei dettagli e diversi altri parametri contribuiscono a creare la foto perfetta. Dimenticandosi di questo si rischia di perdere di vista il lato estetico e a creare accrocchi informi di pixel che hanno significato solo per chi li ha elaborati.
Resta il fatto che la fotografia in quanto forma di espressione non può essere altro che soggettiva e questo quindi è solamente il mio punto di vista personale.

Buone vacanze a tutti :)

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